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Terrorismo: la bufala del passaporto Isis, la storia di Morad Al Ghazawi

Questo sito/blog normalmente si limita a mettere uno dietro l’altro i miei lavori. Articoli, video, approfondimenti pubblicati nelle testate giornalistiche in cui scrivo. Il post in questione rompe la routine della pagina per raccontare la storia di un ragazzo accusato di terrorismo. Si tratta di un giovane siriano sbarcato in Sicilia a dicembre 2015 e che da mesi deve rispondere alla magistratura di Catania dell’accusa di essere un jihadista dell’Islamic State. Una storia piena di dubbi che sul quotidiano online MeridioNews stiamo cercando di ricostruire pezzo dopo pezzo.

I primi articoli firmati dal collega Salvatore Catalano spiegano le dinamiche del fermo e descrivono le prove trovate dagli agenti della digos di Ragusa a carico di Morad Al Ghazawi:

La notizia ha fatto presto il giro dei principali media nazionali cartacei, televisivi e telematici, per poi piombare nel silenzio. Si torna a palare del migrante accusato di terrorismo qualche giorno dopo gli attentati terroristici di Bruxelles. Il 23 marzo 2016 un articolo del quotidiano La Repubblica firmato da Fabio Tonacci svela una nuova prova. All’uomo sarebbe stato trovato un passaporto per jihadisti di ritorno. A parlarne il giorno seguente è anche il quotidiano locale La Sicilia. In entrambi gli articoli vengono citate sia le fonti dell’antiterrorismo che quelle investigative siciliane, come la digos di Ragusa.

La Repubblica 23 marzo 2016La Sicilia 24 marzo 2016

 

Qualcosa però non torna e si decide di verificare la notizia. Ed ecco quello che abbiamo scoperto:

Stiamo continuando a seguire questa storia. Gli ultimi sviluppi sono quelli relativi al luogo dove il presunto terrorista sarebbe detenuto. Un carcere in provincia di Cosenza dove l’Italia da mesi ammasserebbe uomini arabi sospettati di essere dei jihadisti. La testimonianza sulla situazione che c’è a Rossano Calabro viene fornita da Giuseppe Candido, docente, giornalista e attivista del partito Radicale. Sullo stato delle indagini a carico di Morad Al Ghazawi aspettiamo aggiornamenti, intanto il procuratore reggente della procura di Catania ci ha spiegato che «può capitare che da innocenti si stia in carcere».

Il processo è iniziato ma dovrà tornare a essere trattato con il rito abbreviato. Nel seguente link è possibile ascoltare l’udienza registrata da Radio Radicale

Prima dell’udienza finale – che si è svolta il 27 febbraio 2017 – siamo riusciti a entrare in contatto con la mamma e la famiglia, tutti rifugiati a Stoccarda, in Germania. Successivamente la collega Claudia Campese ha fatto un dettagliato approfondimento su Mufid Abu Nader. Amico di Al Ghazawi e secondo la procura di Catania vicino allo Stato islamico. Anche in questo caso la verità è diversa.

Alla fine Morad Al Ghazawi è stato assolto dal tribunale di Catania. La procura aveva chiesto quattro anni di carcere ma le accuse non hanno retto.

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Dario De Luca

Giornalista e reporter, vincitore del premio giornalistico "Maurizio Rampino 2014" categoria "inediti" e del premio "Mario Francese 2017"

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